Il comitato



Anna Galassetti (presidente)
Dal momento in cui, già in età adulta, è stato riconosciuto e valutato il mio alto potenziale, ho iniziato ad approfondire la tematica e ad interessarmi sempre più a questa realtà con la quale mi confronto di frequente essendo professionalmente attiva nel campo dell’educazione come formatrice di didattica della musica presso il Dipartimento formazione e apprendimento della SUPSI e come docente di educazione musicale nelle Scuole elementari.

Elisabetta Monotti Campanella (vicepresidente)
Sono madre di due ragazzi in età scolastica e di professione avvocato. Nel mio percorso di vita ho avuto modo di confrontarmi a più riprese con la realtà dell'alto potenziale cognitivo.   Ho potuto constatare come talvolta i soggetti ad alto potenziale non riescano purtroppo a mettere a frutto le loro caratteristiche e le loro inclinazioni nel contesto scolastico e sociale; questo genera spesso situazioni di sofferenza e frustrazione. Ho pertanto accettato di entrare a far parte del comitato dell'associazione Filo di Seta perché credo che ogni bambino, qualsiasi siano le sue caratteristiche, abbia il diritto di essere messo in condizione di sfruttare al meglio le proprie potenzialità. Affinché questo possa avvenire, occorre che le famiglie, la Scuola e tutti coloro che lavorano con i ragazzi siano in grado di individuare i tratti caratteristici del soggetto ad alto potenziale per accompagnarlo adeguatamente nel suo cammino di crescita".

Lara Battaglia
Psicologa e docente di sostegno pedagogico, mi occupo quotidianamente di bambini ad alto potenziale cognitivo. Da qualche anno mi sono avvicinata al tema dell'alto potenziale, approfondendone i contenuti.

Annie Griessen Cotti
Di professione avvocato, sono coniugata, mamma di due bambini, di 9 e 5 anni. Mi interesso alle problematiche dell’alto potenziale cognitivo per ragioni diverse, non da ultimo nella consapevolezza e convinzione che bambini con un alto potenziale cognitivo possono rappresentare con la loro creatività una ricchezza da coltivare e non sprecare. L’impegno nell’associazione è per me l’occasione per dare un contributo alla società civile. Da diversi anni mi interesso alle forme di comunicazione empatica, ispirate dalle teorie di Thomas Gordon e di Marshall Rosenberg, nonché alla loro applicazione in ambito educativo.